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Centri sportivi, un defibrillatore può salvare molte vite

Pubblicato il 18 settembre 2017

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La presenza di un defibrillatore automatico esterno (AED) nelle palestre e nei centri sportivi amatoriali riduce significativamente il rischio di morte cardiaca improvvisa. Da uno studio presentato all’ultimo Congresso annuale dell’European Society of Cardiology (ESC) è emerso che la probabilità di sopravvivere a un arresto cardiaco è pari al 93% nelle strutture dotate di questa strumentazione.

Lo studio

Casi di morte improvvisa di verificano più frequentemente nei centri sportivi, a causa dello stress a cui è sottoposto il cuore durante gli allenamenti. Per questo motivo è nato il Progetto Vita, uno studio finalizzato a indagare gli effetti legati alla presenza di defibrillatori AED in questi contesti. Sono stati monitorati tutti gli arresti cardiaci, valutando tasso di risposta, di rianimazione e di sopravvivenza, verificatisi nel corso di 18 anni in 252 i centri sportivi dell’area di Piacenza, divisi tra quelli dotati (n = 207; 82%) e non dotati (n = 45, 18%) di un AED. I casi di arresto cardiaco registrati sono stati 26, dei quali 15 (58%) verificatisi in strutture equipaggiate. La presenza di un AED è risultata associata a una riduzione da 7,3 a 3,3 minuti del tempo trascorso tra l’evento e il primo shock (P = 0.001). Il tasso di sopravvivenza (senza sequele neurologiche) è risultato del 93% nei soggetti il cui l’arresto cardiaco si era verificato in un centro con AED, rispetto al 9% emerso nei casi avvenuti in strutture non equipaggiate (p < 0.001). “Lo studio mostra chiaramente che la presenza di un AED è in grado di salvare delle vite”, ha commentato Diego Panela, cardiologo dell’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza. “Su 15 soggetti, 14 sono sopravissuti e non hanno mostrato danni neurologici, mentre nei centri non provvisti di AED questo si è verificato solo in un caso su 11”.

Conclusione

“Una ridotta mortalità è risultata associata anche alla rapidità di intervento con AED”, ha aggiunto Daniela Aschieri, a capo del Progetto Vita. “La sopravvivenza è poi risultata aumentata nei casi in cui il dispositivo è stato utilizzato da una persona del pubblico, e quindi in tempi più brevi, rispetto a quelli in cui si è deciso di attendere il personale medico. La defibrillazione con un AED costituisce un intervento sicuro, anche quando è messa in atto da individui non addestrati”. Sulla base di questi risultati i responsabili del Progetto Vita consigliano a tutti i centri sportivi amatoriali di dotarsi di un AED e sottolineano l’importanza di sviluppare programmi educativi finalizzati ad aumentare la consapevolezza sulla morte cardiaca improvvisa e fornire nozioni di basi sull’utilizzo del dispositivo.

Fonte
Penela D, Aschieri D, Pelizzoni V, et al. P2529 Impact of automated external defibrillator background in amateur sportive centres: 18 years experience. European Heart Journal 2017; 38(1): https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehx502.P2529


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